Le prime fonti storiche citano di una
ristrutturazione della chiesa nel 1522, come si desume dalla data
posta sulle chiavi di volta. In seguito, precisamente nel 1822, fu
ampliata; in particolar modo risaltano l'altare maggiore costruito in
legno, il blasone dei Roccabruna dipinto sulla base di una delle
colonne, e una lapide posta sul pavimento a destra con tre stemmi, in
mezzo quello dei Roccabruna, a destra l'arma dei Thun, a sinistra le
insegne della famiglia Spaur.
Tale monumento funebre è datato
1515, forse collocato in memoria di Gerolamo Terzo Roccabruna.
La nuova chiesa, progettata da
Claricini (ricordato per l'impronta maestosa dei suoi progetti),
venne eretta sul Dos accanto al castello, in parte sulle rovine e con
le pietre dello stesso; iniziata nel 1856 venne ultimata, benedetta e
consacrata nel 1858.
La costruzione era mancante del
campanile, ma l'esigenza di ultimare l'edificio sacro affiorò
verso la fine del XIX secolo, come si riscontra dai numerosi
interventi in seno alla Rappresentanza Comunale.
Infatti fonti storiche citano la
presenza in mezzo al castello di una torre destinata a sostituire
provvisoriamente il campanile, la quale comunque crollò
durante i lavori di costruzione della chiesa.
Un primo passo importante verso la
realizzazione del campanile fu il progetto presentato alla Provincia
nel 1898, che prevedeva anche la costituzione di un comitato di dieci
persone, atto al controllo dell'avanzamento dei lavori per far si che
questi procedessero “senza nuove delibere e in economia”.
Il via libera definitivo arrivò
solo nel 1904 con l'inizio degli scavi; contemporaneamente venne
nominato un gruppo di sorveglianza dell'opera estraendo a sorte
alcune persone del paese.
Nella seduta comunale del 17 febbraio
1905 i rappresentanti esaminarono e deliberarono all'unanimità
il preventivo del geometra Filippi, citando testualmente: “di far
costruire il campanile in base al nuovo progetto, cioè tutto
in pietra, tanto le fasce di zoccolo, tutte le lesene del contorno
dell'orologio e delle bifore, nonché tutto l'ottagono ed il
tratto sopra le bifore ed anche tutte le cornici e deliberarono in
pari tempo la spesa in più come da preventivo di corone
2.370,57 e viene incaricata la deputazione a fare relativo contratto
coll'imprenditore Fortunato Bernardi”.
Il termine dei lavori fu fissato in
data dicembre 1905; per la benedizione si richiese l'interento del
decano di Civezzano, ed inoltre l'invito del parroco di Albiano e di
Baselga di pinè.
Sul campanile spicca ancora oggi
l'orologio acquistato a Trento presso il signor Eugenio Pomarolli al
prezzo di 940 corone, il cui quadrante fu opera del pittore
Feldegger. Così a distanza di alcune decine di anni, la
monumentale chiesa di s. Martino fu ultimata in tutte le sue
componenti esterne.