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L'economia legata alla storia

di Giovedì, 20 Marzo 2014

Il territorio del paese di Fornace, estremamente ridotto, ed in gran parte collinare non ha mai offerto grandi prospettive di lavoro ed occupazione, negli anni che furono; l'attività prevalente nei secoli scorsi era di carattere silvo-pastorale, coltura del baco da seta fino alla grande crisi del secolo scorso, zootecni, bovini e caprini, favorito dall'ampio territorio prativo, ed in questo secolo, fino agli anni Sessanta vitivinicola e fruttifera.

Il paese di Fornace e frazioni assunse ampie dimensioni insediative umane nel secolo scorso, fu funestato da grandi calamità naturali, siccità, carestia, alluvioni e il colera nel 1855 che provocò la morte di 87 persone.
La pagina più dolorosa per la Comunità fu sicuramente quella dell'emigrazione, causata in gran parte dai flagelli prima citati, dalla miseria e povertà diffusa: fra il 1875 e il 1877 emigrarono in Brasile circa 240 persone, tutte regolamentate autorizzate dalla Cancelleria comunale.
Essendo questa la pagina più triste e dolorosa della vita della Comunità, vale la pena di ricordarlo compiutamente nel presente Statuto per consegnarlo a futura memoria della Comuntà ed ai discendenti della stessa, anche perchè chi abbandonò la terra di origine permise agli altri di vivere e crescere.
Il 26 Giugno del 1875 il Consiglio comunale si occupò del problema migratorio e deliberò in proposito testualmente: “Allorchè alcune famiglie chiesero una sovvenzione per portarsi in America e colà stabilirsi e farsi cittadini di quella si stanziarono 2000 Fiorini” .
Il 23 Luglio 1875 sono convocati i primi 13 nuclei famigliari che intendono salpare per l'America. Il Capocomune Eugenio Vicentini sente il dovere di rammentare ciò a cui andranno incontro. “Vennero avvertiti dei grandi pregiudizi che loro apporta tale emigrazione, cioè sulla probabilità della loro futura schiavitù e sui pericoli per la loro salute, per il cambiamento di aria, di clima e costumi e sulla perdita della cittadinanza austriaca e del diritto d'incolato nel proprio comune”.
“Ad onta di tali ammonizioni essi concedemente rinunziarono adesso e per sempre alla cittadinanza austriaca e ad ogni diritto di domicilio nel proprio Comune e ciò tanto per loro quanto per il loro eredi e dichiarano di avere ben intesi gli avvertimenti e i ricordi loro dati”.
Si deliberò la sovvenzione nella considerazione che : “I ricorrenti sono tutti poveri proletari in massima parte sostenuti dai pubblici fondi, ritenuto che in un solo o due anni consumerebbero una sovvenzione quasi corrispondere all'importo di cui abbisognarono per emigrare.
Ritenuto che la poca sostanza da essi posseduta deve dicondare a vantaggio del Comune. Ha deliberato di sovvenzionare i ricorrenti ma solamente nel puro importo occorribile per pagare le tasse di trasporto falciando nella sovvenzione di quei denari che si potrà presumere essere in possesso dei ricorrenti”.
Nella seduta del 10 Maggio 1877 si deliberò di non concedere più alcuna sovvenzione per arginare e bloccare il fenomeno dell'emigrazione, mettendo fine a questa dolorosa pagina.
Nel 1894 venne approvato lo Statuto del “Corpo Pompieri Zappatori Comunali Volontari”, quale organo di difesa della Comunità da fuoco ed inondazioni.
Nello stesso periodo venne fondato anche il Caseificio turnario, con lo scopo di valorizzare i prodotti della zootecnica (burro, formaggio ecc...) e dagli inizi del 1900 venne istituita anche la Famiglia Cooperativa, con la finalità essenziale di consentire l'acquisto di generi alimentari anche alle famiglie non abbienti.
L'11 Aprile 1902 venne ufficialmente costituita la Cassa Rurale che si rilevò strumento fondamentale per la popolazione e l'economia del Paese.
Anche nel corrente secolo il paese di Fornace è stato contraddistinto da forti flussi migratori, per la chiusura della miniera alle Quadrate, per le miserie causate dalle guerre mondiali. I discendenti di Fornace si ritrovano un po' in tutto il mondo: Belgio, Germania, Svizzera, Francia, Sudafrica, Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile; moltissimi sono partiti ma tanti sono anche ritornati.
Negli anni Venti inizia l'attività estrattiva porfirica che è andata via via sviluppandosi favorendo opportunità di lavoro e di imprenditoria; ne consegue quindi il ritorno di parte degli emigrati, ed una certa immigrazione di forza lavoro.
Dopo una partenza incerta e molto lenta, negli anni 70 con l'introduzione della meccanica e l'apertura dei mercati europei, il settore registrò una forte espansione cancellando la disoccupazione e purtroppo anche l'attività agricola che pure ha rappresentato in passato un sostentamento per le famiglie di Fornace.
Nel momento della stesura del presente Statuto si può affermare che la stragrande maggioranza della popolazione locale, e dei paesi vicini ha trovato un'opportunità di lavoro direttamente nel settore porfirico e nell'indotto, il porfido è quindi il volano dell'economia di Fornace e del Comprensorio.