Palazzo Salvadori

di Mercoledì, 15 Novembre 2017

Gioiello culturale della nostra comunità, assieme a Castel Roccabruna e alla chiesa di S. Stefano, fra le più antiche del Trentino. Il complesso palaziale, seicentesco, fu in principio proprietà dei Roccabruna, poi passata in eredità ai baroni Salvadori, agiata famiglia di commercianti. La sala nobiliare affrescata costituisce la sola parte originale oggi rimasta, affrescata secondo stile di stampo veneziano e di raffinatissimo pregio nel 1844. Tutto il resto è stato oggetto di profondi restauri nel corso del tempo. Oltre a segno di raffinatezza e di elevatezza sociale – come lo sono gli affreschi delle armi e degli strumenti musicali – l’esistenza dell’affresco di Piazza S. Marco (Venezia) nel salone affrescato è legata all’attività del commercio delle spezie, vendita per la quale Venezia svolgeva un ruolo essenziale, e, secondo una certa tradizione, al fatto che un Salvadori sarebbe stato sentimentalmente legato, ma non corrisposto, a una gentildonna veneziana. Il salone affrescato fu luogo di eleganti manifestazioni di ballo nelle occasioni di festa. Più tardi, vi si sarebbe esibita la filodrammatica del paese. Nel Novecento, Palazzo Salvadori fu sede di: asilo, ambulatorio, ufficio postale, abitazioni per insegnanti delle elementari (l’ultima ad abitarvi fu la maestra Lucia Colombini), un macello (piano terra), un ritrovo per il dopolavoro. Dagli anni Quaranta al 1992 fu sede municipale. Nei secoli scorsi, il complesso ospitava anche una cappella privata. Palazzo Salvadori passò al Comune di Fornace il 18 luglio 1898 per 45.000 fiorini austriaci. Il motivo fu una lite con il Comune legata alle spese da sostenere per l’edificazione del campanile, ultimato nel 1905. Poiché era prassi che alle spese per le opere pubbliche ogni famiglia del paese partecipasse a seconda delle proprie ricchezze, i Salvadori, che certo avrebbero dovuto investire molto, decisero per protesta di vendere al Comune il palazzo e i terreni di loro proprietà siti nell’attuale zona dei “Fondi”. Dopodiché, i Salvadori abbandonarono il paese. I terreni vennero lottizzati dal Comune e distribuiti alle varie famiglie interessate all’acquisto o all’affitto. Per la prima volta, dopo i secoli di predominio assoluto dei Roccabruna, dei Salvadori e di altre famiglie, molti contadini di Fornace divennero proprietari dei terreni da loro stessi lavorati.

Immagine decorativa

Veduta esterna di Palazzo Salvadori

Immagine decorativa

Salone nobile affrescato