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La Storia del paese

Le origini del Comune di Fornace sono antichissime e si perdono nella
notte dei tempi.
La prima fonte documentaria in cui appare il paese di Fornace è
del febbraio 845, in quel giorno si tenne un Placito (giudizio) al
quale partecipò tale “Ortari de Fornacis”.
I recenti ritrovamenti all'antica Chiesa di S.Stefano confermano che
la nascita dell'insediamento umano di Fornace e frazioni è
molto precedente a quella data quantomento in epoca romana.
Si suppone che il nome del Paese derivi dall'antica e fiorente
attività mineraria della zona, dalle viscere del Monte Piano
del Calisio si estraeva l'argento, e più precisamente a Valle
del Monte, nelle immediate vicinanze dell'attuale abitato vi erano i
forni (fornaci) per la cottura del materiale estratto, questo secondo
la storiografia locale è l'origine del nome.
Il paese di Fornace è menzionato successivamente, si parla
della (Turris in Custrum) Castello di Fornace di Gandolfino Signore
di Fornace in un documento del 1160 nel quale si cita espressamente
la chiesa di S. Martino (Santo Longobardo) in Fornace, ed il castello
è citato in un altro documento del 1198.
La villa di Fornace risulta appartenente alla Comunità di Pinè
(Magnifica Comunità Pinetana) fino dal secolo XII, tuttavia le
fonti storiche ci indicano che già nel XIII secolo Fornace è
governata da un Sindaco proprio e da un Giurato, anche se
l'ordinamento comunale è regolamentato fino al 1429 dagli
Statuti della Montagna di Pinè.
Il nuvo Statuto della Montagna del 1429 non menziona Fornace, erano
sorte controversie, distinzioni di interessi tra Fornace e Pinè,
tuttavia nei nuovi Statuti Pinetani del 1498 è ricomparso
anche Fornace. Con rogito notarile del 29 aprile 1519 il comune di
Fornace si stacca definitivamente dalla Comunità Pinetana,
rideterminando i propri confini territoriali (gli attuali) ed
ottenendo il possesso di un territorio silvo – pastorale pari al
territorio comunale (circa 700 ettari) in Val di Fiemme, allora
chiamato Monte Campo Larici (ora Fornasa) sul quale da tempo
immemorabile la Comunità di Fornace esercitava i propri
diritti per quanto riguardava legname, pascolo, selvaggina, ecc...
Dopo la divisione con la Comunità di Pinè la Villa di
Fornace si dota di propri statuti “Statum Villa Fornacis” del 23
luglio 1573 che purtroppo non ci sono pervenuti nella versione
originale.
E' depositato presso l'Archivio di Stato invece l'originale dello
Statuto “Della Onoranda Communità di Fornaso e Santo
Steffano” approvato e redatto la Domenica 16 Settembre 1764.
Lo stesso disciplina, norma e tutela in maniera esemplare i diritti,
i doveri e gli interessi degli appartenenti alla Comunità. I
dettami di questo Statuto trovano applicazione pratica fino al secolo
scorso (in gran parte anche sino al I e al II dopoguerra); per quanto
riguarda l'uso civico (porzione di legna da ardere e legname ad opere
da uso interno), sono tuttora vigenti.
La storia e l'economia del paese è legata alla Famiglia
Roccabruna, i discendenti fino alla fine del secolo scorso, nel 1853
fu acquistato il Vecchio Castello ed altri beni per consegnarlo
all'uso pubblico della Comunità. Nello stesso torno d'anni fu
realizzato da Antonio Chiesa il dipinto "San Martino e il povero",
piccola perla artistica, che dopo un oculato intervento di recupero, fa
tutt'ora bella mostra di sè nella sala consiliare di Castello
Roccabruna.
Nel 1899 con grande ed intelligente operazione fondiaria il Comune
acquistò, lottizzò e distribuì ai censiti le
migliori e più produttive terre del paese che sino a tale data
erano state in possesso delle Famiglie Roccabruna prima, poi
Giovannelli, Gaudenti, Salvadori.
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