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La Storia del paese

Fornace nel 1976

Le origini del Comune di Fornace sono antichissime e si perdono nella notte dei tempi.
La prima fonte documentaria in cui appare il paese di Fornace è del febbraio 845, in quel giorno si tenne un Placito (giudizio) al quale partecipò tale “Ortari de Fornacis”.
I recenti ritrovamenti all'antica Chiesa di S.Stefano confermano che la nascita dell'insediamento umano di Fornace e frazioni è molto precedente a quella data quantomento in epoca romana.
Si suppone che il nome del Paese derivi dall'antica e fiorente attività mineraria della zona, dalle viscere del Monte Piano del Calisio si estraeva l'argento, e più precisamente a Valle del Monte, nelle immediate vicinanze dell'attuale abitato vi erano i forni (fornaci) per la cottura del materiale estratto, questo secondo la storiografia locale è l'origine del nome.
Il paese di Fornace è menzionato successivamente, si parla della (Turris in Custrum) Castello di Fornace di Gandolfino Signore di Fornace in un documento del 1160 nel quale si cita espressamente la chiesa di S. Martino (Santo Longobardo) in Fornace, ed il castello è citato in un altro documento del 1198.
La villa di Fornace risulta appartenente alla Comunità di Pinè (Magnifica Comunità Pinetana) fino dal secolo XII, tuttavia le fonti storiche ci indicano che già nel XIII secolo Fornace è governata da un Sindaco proprio e da un Giurato, anche se l'ordinamento comunale è regolamentato fino al 1429 dagli Statuti della Montagna di Pinè.
Il nuvo Statuto della Montagna del 1429 non menziona Fornace, erano sorte controversie, distinzioni di interessi tra Fornace e Pinè, tuttavia nei nuovi Statuti Pinetani del 1498 è ricomparso anche Fornace. Con rogito notarile del 29 aprile 1519 il comune di Fornace si stacca definitivamente dalla Comunità Pinetana, rideterminando i propri confini territoriali (gli attuali) ed ottenendo il possesso di un territorio silvo – pastorale pari al territorio comunale (circa 700 ettari) in Val di Fiemme, allora chiamato Monte Campo Larici (ora Fornasa) sul quale da tempo immemorabile la Comunità di Fornace esercitava i propri diritti per quanto riguardava legname, pascolo, selvaggina, ecc...
Dopo la divisione con la Comunità di Pinè la Villa di Fornace si dota di propri statuti “Statum Villa Fornacis” del 23 luglio 1573 che purtroppo non ci sono pervenuti nella versione originale.
E' depositato presso l'Archivio di Stato invece l'originale dello Statuto “Della Onoranda Communità di Fornaso e Santo Steffano” approvato e redatto la Domenica 16 Settembre 1764.
Lo stesso disciplina, norma e tutela in maniera esemplare i diritti, i doveri e gli interessi degli appartenenti alla Comunità. I dettami di questo Statuto trovano applicazione pratica fino al secolo scorso (in gran parte anche sino al I e al II dopoguerra); per quanto riguarda l'uso civico (porzione di legna da ardere e legname ad opere da uso interno), sono tuttora vigenti.
La storia e l'economia del paese è legata alla Famiglia Roccabruna, i discendenti fino alla fine del secolo scorso, nel 1853 fu acquistato il Vecchio Castello ed altri beni per consegnarlo all'uso pubblico della Comunità. Nello stesso torno d'anni fu realizzato da Antonio Chiesa il dipinto "San Martino e il povero", piccola perla artistica, che dopo un oculato intervento di recupero, fa tutt'ora bella mostra di sè nella sala consiliare di Castello Roccabruna.
Nel 1899 con grande ed intelligente operazione fondiaria il Comune acquistò, lottizzò e distribuì ai censiti le migliori e più produttive terre del paese che sino a tale data erano state in possesso delle Famiglie Roccabruna prima, poi Giovannelli, Gaudenti, Salvadori.