Il territorio del paese di Fornace, estremamente ridotto, ed in gran
parte collinare non ha mai offerto grandi prospettive di lavoro ed
occupazione, negli anni che furono; l'attività prevalente nei
secoli scorsi era di carattere silvo-pastorale, coltura del baco da
seta fino alla grande crisi del secolo scorso, zootecni, bovini e
caprini, favorito dall'ampio territorio prativo, ed in questo secolo,
fino agli anni Sessanta vitivinicola e fruttifera.
Il paese di Fornace e frazioni assunse ampie dimensioni insediative
umane nel secolo scorso, fu funestato da grandi calamità
naturali, siccità, carestia, alluvioni e il colera nel 1855
che provocò la morte di 87 persone.
La pagina più dolorosa per la Comunità fu sicuramente
quella dell'emigrazione, causata in gran parte dai flagelli prima
citati, dalla miseria e povertà diffusa: fra il 1875 e il 1877
emigrarono in Brasile circa 240 persone, tutte regolamentate
autorizzate dalla Cancelleria comunale.
Essendo questa la pagina più triste e dolorosa della vita
della Comunità, vale la pena di ricordarlo compiutamente nel
presente Statuto per consegnarlo a futura memoria della Comuntà
ed ai discendenti della stessa, anche perchè chi abbandonò
la terra di origine permise agli altri di vivere e crescere.
Il 26 Giugno del 1875 il Consiglio comunale si occupò del
problema migratorio e deliberò in proposito testualmente:
“Allorchè alcune famiglie chiesero una sovvenzione per
portarsi in America e colà stabilirsi e farsi cittadini di
quella si stanziarono 2000 Fiorini” .
Il 23 Luglio 1875 sono convocati i primi 13 nuclei famigliari che
intendono salpare per l'America. Il Capocomune Eugenio Vicentini
sente il dovere di rammentare ciò a cui andranno incontro.
“Vennero avvertiti dei grandi pregiudizi che loro apporta tale
emigrazione, cioè sulla probabilità della loro futura
schiavitù e sui pericoli per la loro salute, per il
cambiamento di aria, di clima e costumi e sulla perdita della
cittadinanza austriaca e del diritto d'incolato nel proprio comune”.
“Ad onta di tali ammonizioni essi concedemente rinunziarono adesso
e per sempre alla cittadinanza austriaca e ad ogni diritto di
domicilio nel proprio Comune e ciò tanto per loro quanto per
il loro eredi e dichiarano di avere ben intesi gli avvertimenti e i
ricordi loro dati”.
Si deliberò la sovvenzione nella considerazione che : “I
ricorrenti sono tutti poveri proletari in massima parte sostenuti dai
pubblici fondi, ritenuto che in un solo o due anni consumerebbero una
sovvenzione quasi corrispondere all'importo di cui abbisognarono per
emigrare.
Ritenuto che la poca sostanza da essi posseduta deve dicondare a
vantaggio del Comune. Ha deliberato di sovvenzionare i ricorrenti ma
solamente nel puro importo occorribile per pagare le tasse di
trasporto falciando nella sovvenzione di quei denari che si potrà
presumere essere in possesso dei ricorrenti”.
Nella seduta del 10 Maggio 1877 si deliberò di non concedere
più alcuna sovvenzione per arginare e bloccare il fenomeno
dell'emigrazione, mettendo fine a questa dolorosa pagina.
Nel 1894 venne approvato lo Statuto del “Corpo Pompieri Zappatori
Comunali Volontari”, quale organo di difesa della Comunità
da fuoco ed inondazioni.
Nello stesso periodo venne fondato anche il Caseificio turnario, con
lo scopo di valorizzare i prodotti della zootecnica (burro, formaggio
ecc...) e dagli inizi del 1900 venne istituita anche la Famiglia
Cooperativa, con la finalità essenziale di consentire
l'acquisto di generi alimentari anche alle famiglie non abbienti.
L'11 Aprile 1902 venne ufficialmente costituita la Cassa Rurale che
si rilevò strumento fondamentale per la popolazione e
l'economia del Paese.
Anche nel corrente secolo il paese di Fornace è stato
contraddistinto da forti flussi migratori, per la chiusura della
miniera alle Quadrate, per le miserie causate dalle guerre mondiali.
I discendenti di Fornace si ritrovano un po' in tutto il mondo:
Belgio, Germania, Svizzera, Francia, Sudafrica, Stati Uniti, Canada,
Argentina, Brasile; moltissimi sono partiti ma tanti sono anche
ritornati.
Negli anni Venti inizia l'attività estrattiva porfirica che è
andata via via sviluppandosi favorendo opportunità di lavoro e
di imprenditoria; ne consegue quindi il ritorno di parte degli
emigrati, ed una certa immigrazione di forza lavoro.
Dopo una partenza incerta e molto lenta, negli anni 70 con
l'introduzione della meccanica e l'apertura dei mercati europei, il
settore registrò una forte espansione cancellando la
disoccupazione e purtroppo anche l'attività agricola che pure
ha rappresentato in passato un sostentamento per le famiglie di
Fornace.
Nel momento della stesura del presente Statuto si può
affermare che la stragrande maggioranza della popolazione locale, e
dei paesi vicini ha trovato un'opportunità di lavoro
direttamente nel settore porfirico e nell'indotto, il porfido è
quindi il volano dell'economia di Fornace e del Comprensorio.